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DS, ecco la strategia nel dettaglio

DS, ecco la strategia nel dettaglio La concorrenza nel lusso si fa forte e la casa francese ora risponde così

Quando i mercati si contraggono è necessario reagire aumentando l'offerta, anzi creandone una particolarmente ghiotta. Nel passato recente lo hanno dimostrato i marchi di lusso Lexus per Toyota e Infiniti per Nissan, ma ancor meglio è lo status che ha creato intorno a sé la Mini, gruppo BMW, ma modello-simbolo con un suo pubblico di seguaci, a volte perfino un po' fanatici. E Citroën crea con DS un nuovo marchio, ancora legato al Gruppo francese PSA, ma con una identità propria, e con molta voglia di dimostrare che un successo commerciale è possibile anche in tempi difficili. Lanciata come modello della gamma Citroën nel 2010, DS3 si è fatta apprezzare fin dal primo debutto su strada per le sue forme, lo stile diverso, il "carattere" sportivo ma elegante.

In poco tempo si è costituita una gamma con DS4 e 5, ma la regina resta lei, la più compatta, caratterizzata da infinite personalizzazioni possibili per i motivi grafici sul tetto, per le motorizzazioni, l'aspetto da piccola sportiva di lusso. É così che nasce un brand, seguendo la scia di un modello di successo, che affascina il suo pubblico con una personalità dalle caratteristiche difficilmente ripetibili. É stato il grande successo di Mini fin dagli anni '60, con quella progettata da Alec Issigonis, prima piccola con infinito spazio a bordo e tanto fascino (tutte le signore bene la volevano, ma solo a patto che fosse di colore blu...). Riproposta dal gruppo tedesco, ha subito trovato un proprio spazio e costituito un marchio indipendente. Simile il successo del brand Lexus: chi guida una Lexus non sente di appartenere alla Toyota. Eppure.... Puntando su fascino e forza di un modello però si crea una forza in grado di generare successo commerciale e identità precisa.

Per capire meglio le tentazioni in cui sembra essere caduto li gruppo francese si deve risalire al 1955, quando lanciarono la DS (stava per Dées, la Dea), subito simbolo di un modo di vivere, di un'interpretazione avveniristica dell'auto. Berlina, break (station wagon) e perfino cabrio, la DS aveva doti meccaniche e di stile introvabili, allora come oggi. Forse solo le nuove DS possono "capirlo". Storia e realtà commerciale, dunque, venendo avanti fino al 2014. É nata da queste considerazioni la decisione di fondare un marchio DS indipendente, varato il primo giugno, e personalizzato per incontrare successo sui mercati europei e cinese, dove peraltro già sono presenti anche modelli dedicati solo alle "strade a mandorla", come la DS9 e la DS6 WR. L'obiettivo è sviluppare una copertura globale, partendo da 200 megalopoli nel mondo, con show room dedicati, al momento appoggiati alla rete Citroën. Ma il futuro è ancora tutto da scrivere (m.c.)


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